Mamma voglio il cane

MAMMA VOGLIO IL CANE a cura di Angela Sabbatinelli -  progetto di Sguinzagliàti e Legambiente "A scuola con Pluto"

nelle scuole di Senigallia - aprile 2015

Storia di Giulio e Pluto, due amici per la pelle

Ciao a tutti! Io sono Pluto, un cane di circa 10 anni, sono abbastanza alto e grassoccio, ho due orecchie luuuunghe lunghe e anche il muso è luuungo lungo; ho gli occhi dolci, mi dicono, e sono tenero, coccolone e molto simpatico, infatti adoro raccontare le barzellette o altre storielle…certo… voi bimbi non potete sentire né capire i miei divertentissimi e interessanti racconti, perché non parlate il mio linguaggio, ma gli altri cani e un bambino per me molto speciale si, e non avete idea delle risate che insieme ci facciamo e di quanto ci divertiamo!
Chi sono gli altri cani? Sono i miei compagni di vita, quelli che vivono nello stesso posto in cui vivo io: il canile. A mio dire non è una gran bella parola:”CANILE” , io e gli altri preferiamo chiamarlo “casa”, perché anche se non è una vera casa come la vostra e non abbiamo una vera famiglia, è comunque un posto in cui veniamo curati, coccolati e abbiamo una cuccia che non è proprio come il vostro lettino, ma per noi è comunque “casa”!
Ora, cari bambini, vi racconterò una storia, è la storia di un incontro tra un cane, cioè io, e un bambino per me molto speciale che si chiama Giulio, un cane e un bambino che diventano amici per la pelle, questa piccola favola la dedico a lui, al mio piccolo grande amico Giulio.

 

C’era una volta un bimbo di 10 anni di nome Giulio, era vispo e solare, con i capelli biondi ricciolini, occhi verdi ed un sorriso furbetto e divertente. Viveva in una bella casa con i suoi genitori ed andava abbastanza bene a scuola, preferiva certamente giocare e divertirsi, ma era molto intelligente e quando era ora di studiare dopo aver fatto un po’ di storie, si sedeva nella sua scrivania e si impegnava per portare bene a termine i suoi compiti.
Questo bambino amava tantissimo i cani e un giorno andò dalla sua mamma di nome Lucilla e le disse: “Mamma! Voglio il cane”! La mamma che non si aspettava questa richiesta, rispose “Questa sera quando tornerà papà Luigi ne parleremo tutti insieme, poi prenderemo una decisione ok?” “Ma io lo voglio mamma! Dai dai dai!!” replica Giulio non soddisfatto delle parole della mamma, “ Giulio, devi avere pazienza, devi capire che un cane non è un giocattolo, ha bisogno di tante cose, dobbiamo pensarci bene prima di prenderlo!” Giulio un po’ deluso, decise di aspettare il ritorno del papà, sicuro di riuscire a convincerlo.
La sera all’ora di cena, con la tavola imbandita di buona pizza rossa con pomodoro, mozzarella e patate e con la famiglia tutta riunita, Giulio riprende il discorso che aveva cominciato con la mamma: “Papà, prendiamo un cane?” La mamma divertita, interviene dicendo che Giulio vorrebbe tanto avere un cane, ma deve capire che è un impegno importante e insieme devono decidere se saranno in grado di accudirlo nel migliore dei modi.
Il papà, che ama tantissimo gli animali, andrebbe subito a prendere un cagnolino, è pazzo di gioia nel sentire le parole del figlio e di sua moglie, si sente euforico e felice come un bambino: “SIIII!” Esclama ad alta voce “Certo che si!”
Lucilla però interrompe papà Luigi ed il suo entusiasmo dicendo :”Papà Luigi, so che sei contento, ma ti ricordo che io e te lavoriamo tutto il giorno e siamo poco a casa, Giulio ha la scuola e nel pomeriggio ha lo sport, gli amici, i compiti, se prendiamo un cane chi starà con lui? Chi lo porterà a spasso per una passeggiata e per fare i bisogni? Chi gli darà da mangiare? E se sta male? Chi lo porterà dal veterinario per farlo visitare?” Giulio interviene prontamente dicendo: “Mamma, faro tutto io! Il mattino prima di andare a scuola lo porterò a fare la passeggiata e poi gli darò da mangiare, la stessa cosa la farò la sera”.
Il papà ripresosi dall’entusiasmo iniziale spiegò a Giulio che lui è un bambino e non può andare da solo in giro con un cane, deve pensare alla scuola e agli altri impegni, in una famiglia tutti devono occuparsi di un cane e bisogna valutare tutto molto bene!
L’indomani, vista la splendida giornata di sole domenicale, Luigi decide di portare sua moglie Lucilla e il piccolo Giulio in un posto molto speciale, un parco dove vivono tanti cani, lì, tutti insieme, capiranno meglio quale decisione prendere.
Dopo pranzo, la famiglia sale in macchina e si reca al “Rifugio Bau Bau” un grande e bellissimo parco, che ha tanti giochi per bambini e per cani, un bel laghetto, un bosco e tante amache appese agli alberi.
All’entrata arriva Tonino, il custode del parco, un uomo ricciolino come un barboncino, baffetti da spinone e orecchie da alano; li accoglie con allegria e gentilezza e li conduce nell’area dedicata ai cani.
Lucilla, Luigi e Giulio cominciano il giro accompagnati dall’abbaiare di tutti i cani presenti nella struttura che a loro modo li salutano; i tre si accorgono subito che un cane un po’ timido e riservato li sta osservando : “Scusi signor Tonino, chi è quel cane?” chiede Giulio incuriosito e intenerito dall’ espressione del cagnolino, “Lui è Pluto… carino vero? Se vuoi te lo faccio conoscere” “Siiiiii” risponde il bambino entusiasta!
Il buffo Tonino prende Giulio per mano e lo porta verso la casetta in cui vive Pluto; il cagnolino di color nero e marrone con qualche sfumatura (con un po’ di fantasia) di viola brillante, appena vede Giulio comincia a rallegrarsi, raddrizza le orecchie, muove la coda sempre più velocemente e si dimena a più non posso, tanta è la felicità nel vedere che quel piccolo bimbo vuole conoscerlo. Tonino apre la porticina del suo recinto ed entra seguito da Giulio.
Pluto, nonostante l’eccitazione per la bella sorpresa, si avvicina al bimbo con calma e a piccoli passi, Giulio, si siede piano piano in terra e porge al cane la sua manina per farsela annusare, così che lui possa a sua volta conoscerlo, il cagnolino poi si avvicina al nasino di Giulio e gli da una timida leccatina, Giulio apre così le braccia per accogliere il cane che si siede beatamente sulle sue gambe e lo guarda con amore. Tra Giulio e Pluto avviene il cosiddetto colpo di fulmine, quest’ inspiegabile amore a prima vista, che, comunque andranno le cose, durerà per tanto tempo!
“Sai!” Spiega Tonino a Giulio “Anche se Pluto non dovesse venire ad abitare con te, tu potrai venire qui a trovarlo tutte le volte che vorrai!” “Ma io vorrei così tanto portarlo a casa…” replica il bimbo. “Prima di decidere se Pluto potrà vivere con te o no, ci sono diverse cose che devi sapere, cose di cui ogni cane ha bisogno e sarà proprio lui a dirtele….ora infatti vi lascio soli…buona chiacchierata ragazzi!” conclude Tonino.
Giulio, un po’ incredulo, rimane seduto insieme al cane, pronto a scoprire come fa un cane a parlare….!
Pluto, sempre più gentile ed affettuoso, comincia il suo discorso:
“Ciao amico! Io mi chiamo Pluto e sono tanto contento di conoscerti! Avevo proprio voglia di incontrare qualcuno con cui fare amicizia!” Giulio che stava ascoltando con molta attenzione, era sorpreso del fatto che un cane potesse parlare con tanta facilità e che anche lui comprendesse così bene quello che gli veniva detto, era felice, perché così anche lui poteva dirgli tutto quello che voleva e poteva fargli anche qualche domanda:
“Ciao Pluto, io sono Giulio e volevo chiederti…..ma tu sei sempre vissuto qui?”
“No!” rispose il cane “Io prima vivevo in una casa con una famiglia come la tua, c’erano mamma, papà e un bambino piccolo come te!” “E allora perché sei qui?” Chiese Giulio sempre più curioso “Perché questa famiglia che amavo così tanto, ha dovuto cambiare casa e trasferirsi in una casina piccola piccola che non aveva nemmeno il giardino, quindi loro dovevano portarmi a spasso tre, anche quattro volte al giorno, perché non potevo stare sempre chiuso in casa, dovevo correre, fare i miei bisognini, prendere un po’ d’aria e siccome la mamma umana aspettava un altro bambino, si sono tutti resi conto che non sarebbero più riusciti a darmi quello di cui avevo bisogno, a volte non avevano nemmeno il tempo di darmi da mangiare e hanno così deciso di chiamare Tonino e chiedergli se potevo venire ad abitare in questo parco…!... Ed eccomi qui! Questa è la mia storia”.
Giulio aveva ascoltato tutto attentamente e cominciò a capire che un cane non è solo un compagno di giochi o di passeggiate…. Un cane è molto di più!
“Ma tu non hai sofferto quando sei andato via da casa tua?” chiese al suo amico.
“Certo che si! All’inizio mi sono sentito molto solo perché ero abituato a vivere in compagnia della mia famiglia, ma ora sto meglio, ho chi si prende cura di me, ho tanti amici cani e ogni tanto la mia famiglia di prima viene a trovarmi e mi fa fare una passeggiata o mi porta dei giochi e qualche biscottino! Qui non siamo mai soli e abbiamo sempre un gran da fare, tra passeggiate, giochi, pasti, facciamo fatica a trovare il tempo per una delle cose più piacevoli del mondo: IL RIPOSINO!”
“Davvero!!!” Esclama Giulio sorpreso “Io pensavo che qui ti annoiavi, che eri triste e quasi mi veniva da piangere quando ho visto tutti questi recinti e ho sentito l’abbaio di tutti i cani che vivono qui!”
“Ti capisco amico mio, a molti succede questo, tutti noi cani preferiremmo vivere in una bella casa, con persone che hanno attenzioni e coccole solo per noi, per questo però ti dico che bisogna pensarci bene prima di prendere un cane, ma io penso comunque che è meglio vivere la vita con allegria, anche nei momenti difficili, perché così possiamo regalare sorrisi anche alle persone tristi!”
Detto questo, arriva Tonino con una bella ciotola con dell’ottima pappa per Pluto perché è l’ora dell’altra grande passione di tutti i cani: MANGIARE!
Nella ciotola ci sono crocchette che per Giulio hanno un odore veramente sgradevole…o meglio….puzzano da morire, ma per Pluto sono ottime e profumate, da fargli venire l’acquolina in bocca! “Non mangerà questa schifezza!” pensa Giulio tra sé….e come risposta, il cane divora tutto il cibo in poco tempo e poi va verso l’ altra ciotola per bere dell’acqua fresca e pulita; felice e sazio torna dal suo amico per continuare la conversazione, si sdraia a terra, posa il lungo muso sulla gamba del bimbo e dice:
“Adesso stiamo qui a coccolarci, ma più tardi vieni con me a fare una passeggiata? Subito non posso perché ho appena mangiato e se corro poi mi fa male la pancia, ma dopo ti farò vedere dove vado io a passeggiare, qui ci sono dei prati bellissimi sai, e negli alberi ci vivono degli uccellini a cui do sempre la caccia, non sai quanto mi diverto a rincorrerli… anche se poi non ne prendo mai nemmeno uno…mi ci vorrebbero un paio d’ali!!! Probabilmente farò anche la cacca, tu poi la raccogli vero??”
A queste parole Giulio non sa cosa rispondere… “Come la cacca? Ma puzza!!! Che schifo!!Blààààà…e se mi sporco?”
“Ahahahah!!” replica il cane “Per raccoglierla ci sono le bustine quindi non ti sporchi, ma di certo non profuma di fiori, come penso anche la tua d’altronde no???!! Vedi amico mio, la pulizia per noi è importante, dopo mangiato e bevuto, facciamo la pipì e anche la cacca, proprio come voi umani, e poi tutto va sempre pulito!” “E va bene!” risponde il bimbo “Dopo faremo la passeggiata e raccoglierò la tua cacchina! Sei contento?” “Certo che si” abbaia Pluto con tanto di leccatina sul faccino di Giulio che comincia ad accarezzare il cane dolcemente sul fianco, poi sul muso, poi sulle orecchie lunghe lunghe, tanto che il peloso amico si addormenta e comincia ad emettere dei suoni strani, facendo anche dei movimenti come se volesse rincorrere uno di quegli uccellini che abitano nei prati di quel parco….! Pluto è così buffo e Giulio ride tantissimo, tanto che il riposino del cane dura molto poco…!!
Arriva quindi il momento della passeggiata; nella casina di Pluto ci sono guinzaglio e collare, Giulio infila il collare al cane, ci aggancia il guinzaglio e lo tiene stretto in mano, ma appena apre la porta del recinto….viaaaaaa, Pluto parte come una scheggia con Giulio dietro che deve correre per forza altrimenti rischia di cadere a terra ed essere trascinato per tutto il prato da quel pazzo di cane che non vede l’ora di andare a giocare:“Fermatiiiiii!!! Aiutoooo!!!” Grida Giulio chiaramente in difficoltà! Pluto, sentendo le grida del bimbo, rallenta, si gira e vede l’amico tutto ansimante, sudato sfinito da quella corsa… !Sentendosi un po’ in colpa, va verso di lui per vedere se è tutto okay e gli chiede scusa:”Perdonami se ti ho fatto stancare, ma x me correre è molto importante non ho pensato al fatto che c’eri tu che mi tenevi… sei arrabbiato?” Nel dire questo il cane posa una sua zampa nella gamba di Giulio, in segno di pace! “Non sono arrabbiato, però vai piano! Pensavo che fosse più facile portare a spasso un cane….uffa!”dopo qualche secondo però, il volto di Giulio si illumina:” Non fa niente se non so portarti a spasso, se verrai ad abitare da me, potrai correre nel giardino di casa e non ci sarà bisogno che io ti tenga al guinzaglio, così sarà più facile!!” “Bene, ma il tuo giardino ha la recinzione per far si che io non scappi e non mi allontani da casa? E’ abbastanza grande? Tutte queste cose sono molto importanti, so anche che se il giardino o il recinto in cui viviamo sono troppo piccoli, o se siamo legati con una catena per non farci scappare, ci sono delle persone che fanno anche le multe sai? Io non so di preciso che cosa vuol dire tutto questo, ma so che sono regole fatte per il nostro bene, perché noi dobbiamo stare bene sempre e queste persone ci aiutano tanto e noi li ringraziamo”. Giulio non sa cosa dire e non fa nemmeno in tempo a cercare una risposta che vede che Pluto, evidentemente esaltato ed emozionato dai suoi stessi discorsi, sta facendo proprio quello di cui aveva parlato prima: la cacca!
Nel guinzaglio c’è una piccola scatolina di plastica con le famose bustine che servono a tenere pulito, Giulio ne prende una e prova piano piano a raccogliere questa cacca che è anche abbastanza abbondante, ma proprio non ce la fa, è più forte di lui! Da lontano Tonino grida di non preoccuparsi, che poi ci penserà lui a pulire!
I due amici quindi continuano la passeggiata e la loro chiacchierata; dopo un po’ Pluto comincia a zoppicare, tanto che è costretto a fermarsi: “Cos’hai?” Chiede Giulio “Ho male ad una zampa, il veterinario dice che non è niente di grave, ma devo prendere una medicina tutti i giorni, così riesco a camminare e correre e la zampa mi fa meno male!” “ Cos’è un veterinario?” chiede Giulio :”E’ il nostro dottore, noi siamo curati da lui, viene spesso a trovarci e visitarci; quando sono arrivato qui, è stato lui a mettermi il microchip, cioè una cosa minuscola che sta sotto la pelle del mio collo ed ha un numero lungo lungo che dice come mi chiamo e dove vivo, un po’ come la vostra carta d’identità, noi dobbiamo avere questa cosa per forza, perché so che è obbligatorio farla, almeno così ho sentito dire da Tonino e dal veterinario! Sempre lui una volta all’anno ci da una pasticchina per tenere pulito il nostro intestino, ci fa la puntura per la vaccinazione, come avrai fatto anche tu, se stiamo male ci visita e poi dice a Tonino che medicine deve darci; quando arriva la primavera mette una cosa sul nostro collo che dice serve a non farci mordere dalle pulci, dalle zecche e anche da degli animaletti chiamate zanzare che sono molto dispettose, questa cosa viene fatta ogni mese e non fa male, invece il vaccino picca e io non voglio mai farlo, scappo sempre quando vedo quella cosa strana con l’ago, ma poi riescono ogni volta a prendermi e io per mettere un po’ di paura ringhio….ma la puntura me la fanno lo stesso!!!” “Ah si!?” esclama Giulio “ Tutte queste cose devi fare?” “Certo! Vedi che è come ti dicevo io? Ma c’è anche dell’altro: almeno una volta all’anno dobbiamo fare il bagnetto…IO ODIO FARE IL BAGNO, ma poi, nonostante il fastidio dell’acqua e del sapone, quando sono pulito sto meglio; i primi tempi però, per fare un dispetto e Tonino dopo che mi aveva lavato, correvo nella terra e mi ci rotolavo tutto, il mio pelo diventava fango e per me era un grande spasso….!! Tonino si arrabbiava tantissimo e mi rincorreva per tutto il parco, io ero più giovane di adesso e doveva faticare tanto lui per acchiapparmi, ma ora, con la zampa dolorante e l’età che avanza, per Tonino è più facile acciuffarmi e ormai per noi è diventato un gioco!!” conclude Pluto con tono affettuoso verso il suo custode!
Tra chiacchiere, passeggiate e coccole, si è fatta sera, il sole comincia a tramontare per lasciare il posto alla notte e all’ arrivo della luna, Lucilla e Luigi che hanno passato tutto il pomeriggio a spupazzarsi tanti cani, a rotolarsi con loro per terra, a correre e a giocare, dicono a Giulio che è ora di tornare a casa e di salutare Pluto: “Come!” esclama il bimbo “Pluto non viene con noi?” Ancora una volta è Pluto a rispondere: “Mio grande amico, io ti ringrazio per questo splendido pomeriggio, sei nel mio cuore ormai e qui rimarrai sempre, ma hai visto quante cose devi fare? Domani quando andrai a scuola come farai? Mamma Lucilla e papà Luigi potranno darmi da mangiare, pulire la mia cacca, darmi la medicina di cui ho bisogno? Quando il veterinario deve visitarmi poi chi mi porta da lui?
E poi c’è un’altra cosa che va al di là di tutto il resto: noi cani abbiamo bisogno di ESSERE VISTI, di essere guardati negli occhi ed avere la certezza di essere importanti e di far parte della vita di voi umani, non basta solo una passeggiata, un bel giardino, una buona pappa, anche noi vogliamo prenderci cura di voi e avere un ruolo nella vostra vita, lo facciamo come meglio possiamo e in base alle nostre capacità, ma senza questo ci sentiremmo inutili e sono convinto che anche per voi è la stessa cosa, non siamo così diversi in fondo, oggi mi sono sentito bene perché tu ti sei dedicato a me ed io ho fatto la stessa cosa con te!!
Per ora quindi direi di fare così, se per te va bene: puoi chiedere a Lucilla e Luigi di portarti da me quando tutti e tre ne avrete tempo e voglia, potremo così passare un pomeriggio come questo e di tutto il resto se ne occuperà Tonino, posso diventare IL TUO CANE A DISTANZA ,così anche se non ci vedremo sempre sapremo tutti e due che ci apparteniamo e ci vogliamo tanto bene, puoi tenere una mia foto nel tuo comodino e io terrò qualcosa di tuo nella mia casa, così quando avrò nostalgia di te la annuserò e starò bene, perché io e te siamo amici per la pelle ormai e solo questo conta! Se poi un giorno, avrete la possibilità di prendere un cane, sarò felice di essere io il prescelto, o se sarà un altro, andrà bene lo stesso, ma ricordati che l’amore è anche rendersi conto e capire che tutti abbiamo le nostre necessità che devono essere rispettate, è quindi meglio avere pazienza ed attendere il momento giusto per fare le cose, e nel frattempo, trovare altre soluzioni come questa!”
Giulio aveva capito tutto quello che Pluto gli aveva detto, si sentiva triste lo stesso, ma aveva un amico in più e poteva parlare di lui e di quel parco con i suoi amici, così forse, anche gli altri cani potevano trovare un PADRONE A DISTANZA…perché no??
In quella giornata Giulio aveva imparato tante cose ed era comunque contento, salutò quindi il suo cane con tante coccole che vennero contraccambiate con dei baciottoli sul faccino ed un’amichevole stretta di zampa degna di due amici che si sarebbero per sempre voluti bene, con lealtà, amore ed un pizzico di magia.
La famiglia umana di nuovo riunita, tornò a casa, con tanto odore canino addosso, ma con il cuore pieno di gioia per questa meravigliosa avventura.
Da quel giorno, Giulio e Pluto continuarono a vedersi, passarono tanti altri indimenticabili pomeriggi insieme a chiacchierare, ridere e giocare….Giulio divenne anche molto coraggioso ed imparò a raccogliere la cacca del suo grandissimo amico! Lucilla e Luigi si presero cura di Pluto a distanza, gli comprarono morbide coperte, dell’ottimo cibo e le medicine per curare le sue belle zampotte amanti delle corse e della caccia agli uccellini…insomma….anche questo è un lieto fine…no??!!

Angela Sabbatinelli